A Campo Muri l’antico culto legato alle acque

-

A Rapolano Terme, il complesso archeologico di Campo Muri è un’entusiasmante finestra dalla gettare lo sguardo sulle evoluzioni della vita quotidiana, le credenze spirituali e l’evoluzione storica in un insediamento prima etrusco e poi romano, senza soluzione di continuità fino al tardo impero. Attraverso scavi e ricerche approfondite, gli archeologi hanno delineato la complessa trama di questa comunità, offrendo uno sguardo dettagliato a un passato che si estende attraverso i secoli. Cocora raccoglie l’esito delle ricerche e l’importanza di Campo Muri come un’ulteriore possibilità di diversificazione e di sviluppo turistico in chiave culturale e sostenibile.

Contesto storico e geografico

Rapolano Terme, incastonata tra colline e valli toscane, è una località con una lunga tradizione termale risalente all’antichità. Il sito di Campo Muri si trova nelle vicinanze delle celebri Terme San Giovanni, e la sua storia è intrecciata con l’importanza delle risorse termali nella vita quotidiana dell’insediamento. La strada Cassia Adrianea, antico percorso viario romano, attraversava il territorio rapolanese, connettendo Chiusi, Siena settentrionale e Firenze. Questo collegamento strategico testimonia l’importanza del sito nell’antichità.
Il complesso archeologico di Campo Muri si distende su circa 8.000 metri quadrati a valle delle Terme San Giovanni.

La scoperta di Campo Muri

I primi ritrovamenti a Campo Muri risalgono agli anni Sessanta del secolo scorso, quando il Gruppo Archeologico locale segnalò la presenza di reperti durante l’apertura di una cava di travertino nelle vicinanze degli scavi. Questo segnalò l’inizio di un’indagine approfondita sul sito, un’odissea archeologica che avrebbe portato alla luce le tracce delle vite di coloro che abitarono questa terra secoli fa.

Deposito votivo e tracce del culto legato alle acque

Uno degli aspetti più affascinanti di Campo Muri è il ritrovamento di un deposito votivo nella cosiddetta Buca delle Fate, situata nel settore Nord-Ovest del complesso. Questo deposito rivelò la profonda connessione della comunità con le acque termo-minerali sin dal III secolo a.C. Bronzenzi di offerenti maschili e femminili, insieme a un eccezionale padiglione di orecchio in bronzo, sono indizi di un antico culto legato alle proprietà benefiche e sacre delle acque di Rapolano.

La fase architettonica e monumentale

Il massimo sviluppo planimetrico del complesso è databile alla metà del I secolo a.C. e agli inizi del I secolo d.C. Uno degli ambienti del sito, con un pavimento in battuto di malta bianca e scaglie di pietra policroma, testimonia l’attenzione all’estetica e la maestria artigianale dell’epoca. Lungo il lato Sud della sorgente, sono state costruite due ampie piscine termali con gradinate perimetrali, composte da massicci blocchi parallelepipedi di travertino e pavimenti regolari in lastre di travertino. La presenza di bocche di fontana indica un sistema elaborato per il deflusso delle acque termo-minerali verso la vasca.

La suddivisione degli spazi di Campo Muri

Il settore Sud-Est del complesso ospita una grande aula rettangolare absidata, con orientamento Est-Ovest, affacciata su un cortile centrale decorato da una fontana-ninfeo in laterizio. Questa struttura complessa suggerisce una suddivisione degli spazi per diverse attività, tra cui forse salette di uno spogliatoio o cabine per sudationes. La presenza di tubazioni in piombo e di una cisterna sotterranea indica un avanzato sistema di approvvigionamento idrico e impianto idraulico. Resti di un praefurnium testimoniano l’esistenza di un sistema di riscaldamento degli ambienti, dimostrando una sofisticata progettazione architettonica e una considerazione per il comfort degli abitanti.

Un progressivo abbandono

Durante il II secolo d.C., sono stati individuati alcuni rifacimenti strutturali, indicando una capacità di adattamento e rinnovamento dell’insediamento nel corso del tempo. Tuttavia, nel III secolo, l’insediamento cominciò a mostrare segni di parziale abbandono. La fase tardo-antica è caratterizzata da un cambiamento nell’uso delle strutture, con alcune aree che sembrano aver subito modifiche per scopi domestici. La presenza di reperti numismatici fino alla metà del IV secolo suggerisce una persistente attività e circolazione nella zona, anche se in un contesto diverso rispetto alle sue origini.

Conservazione e ulteriore valorizzazione

Nel 2005, il primo lotto del progetto di musealizzazione dell’area venne completato, con la costruzione di tettoie e l’installazione di apparati didattici e percorsi di visita agli scavi. Questo sforzo di conservazione è essenziale per preservare l’integrità del sito e permettere alle generazioni future di immergersi nell’antichità di Campo Muri. I reperti rinvenuti sono esposti nei musei locali, contribuendo a diffondere la conoscenza di questo sito straordinario.

Condividi

Articoli recenti

Popolari